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IL BRAILLE GIAPPONESE: SCOPRIAMO COME FUNZIONA DAVVERO IL TENJI!

Cari amici e amiche di Ale Blind ben tornati in questo nuovo articolo! Oggi parliamo di lui... Il Braille. Qualche settimana fa con mio grande stupore ho scoperto che esiste il Braille giapponese e quindi oggi voglio raccontarvi come funziona. Buona lettura!

INTRODUZIONE

Quando si parla di Braille spesso si pensa che esso sia identico in tutto il mondo. In realtà però, ogni lingua ha sviluppato nel corso del tempo il proprio adattamento e, il Braille giapponese, chiamato "Tenji" "Caratteri a Punti ", è una delle più interessanti perché nasce da una struttura linguistica completamente differente dalla nostra.
Il risultato è un sistema logico e sorprendentemente intuitivo.


UN PO' DI STORIA

Il Braille arriva in Giappone nell'ottocento e precisamente nel 1800, ma viene adattato ufficialmente solo nel 1890, diventando il sistema standard per la lettura e la scrittura delle persone con disabilità visiva all'interno del paese.
Dal 1966 la standardizzazione è affidata alla Braille Authority of Japan, la quale garantisce uniformità nei libri, nei materiali di studio e nelle pubblicazioni.


UN BRAILLE SILLABICO

La lingua giapponese si basa su sillabe e non su lettere come l'italiano. Per questo il Tenji non rappresenta singole consonanti o vocali, ma unità sonore complete, come gli alfabeti sillabici Hiragana e Katakana.

Ogni cella Braille rappresenta un suono, come per esempio: ka, shi, to e altri.

COME SONO ORGANIZZATI I PUNTI?

Il sistema funziona in maniera molto regolare:

  • La vocale è la parte principale ed è situata nella parte alta della cella Braille.
  • La consonante si aggiunge combinando i punti inferiori della cella Braille. Le consonanti si costruiscono utilizzando i punti 3, 5 e 6e  seguendo uno schema costante.
All'inizio può sembrare complicato, ma una volta compreso il meccanismo, leggere il tenji diventerà molto più semplice di quanto sembri.


IL TENJI NEGLI SPAZZI PUBBLICI

In Giappone il Braille è presente all'interno di una vasta gamma di contesti e servizi quotidiani: ascensori, distributori automatici, bagni pubblici, mappe tattili, confezioni di bevande e medicinali.
Questo dimostra quanto il sistema sia un esempio concreto di come l'accessibilità possa essere integrata nella quotidianità in modo naturale e diffuso.

UN SISTEMA DIFFERENTE DAL NOSTRO, MA NON PIÙ DIFFICILE!

Il Braille giapponese non è solo una lingua a sé, ma è un adattamento logico alla struttura del giapponese.
Per chi conosce già il Braille italiano, il Tenji può sembrare inizialmente insolito, ma la sua regolarità contribuisce a renderlo  molto intuitivo.
Il Tenji mostra come il Braille sia un sistema flessibile e come abbiamo visto in questo articolo, capace di adattarsi a più lingue e culture differenti dalla nostra. Questo nuovo linguaggio ci ricorda anche che l'accessibilità non è solo tecnologia, ma è cultura, attenzione e cura.
Io ringrazio come sempre tutti e tutte voi per avermi fatto compagnia anche in questo nuovo articolo e in questo viaggio alla scoperta del Tenji, spero che sia stato per voi interessante questo argomento e come al solito... Ci vediamo in un prossimo articolo!

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