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IL MIO RAPPORTO CON LA MUSICA: UN VIAGGIO FATTO DI SUONI!

Amici e amiche ben ritrovati in questo nuovo articolo! Oggi parliamo di un tema che mi sta molto caro ovvero la musica.
Siete curiosi/e? Bene! Mettetevi comodi/e e iniziamo insieme questo viaggio!

GLI INIZI!

Fin da piccola sono sempre stata appassionata alla musica, mi piaceva ascoltare di tutto e anche cantare, ero talmente tanto presa dal mondo della musica che per un periodo mi ero fissata di voler andare allo Zecchino d'oro, è stato un breve periodo ma l'idea mi girava in testa ogni giorno.
Mi ricordo che ero una grande fan, come tutti lo sarete stati dello Zecchino d'oro e ad ogni edizione volevo il disco della stessa ed ero sempre incollata alla televisione in attesa di vedere i bambini cantare.
Quella passione è durata più o meno fino ai 10 anni, nel frattempo però mi ricordo che avevo voluto imparare a suonare il flauto, strumento che ho iniziato ma che dopo poco ho abbandonato.
Quella che però non avevo affatto abbandonato era la voglia di continuare a suonare.

LE SCUOLE MEDIE: UNA NUOVA POSSIBILITÀ!

Quando mi sono iscritta alle scuole medie ho deciso di intraprendere l'indirizzo musicale. Lì ho fatto la conoscenza di un nuovo strumento: il clarinetto, il quale mi ha accompagnata per i successivi 3 anni.
Mi ricordo che la prima volta che lo presi in mano provai un mix di emozioni molto forte: da un latoero molto contenta di intraprendere questo nuovo percorso, dall'altro, un po' impacciata, però mi ricordo che è stato un bellissimo momento.

IL PERCORSO PER IMPARARE: UN VIAGGIO DI SCOPERTA!

Imparare il clarinetto all'inizio non è stato semplicissimo, non utilizzavo lo spartito musicale in Braille e dovevo imparare a memoria tutte le note dei vari brani, non che la posizione di queste ultime.
Dopo un po' con il tempo mi rendevo conto di diventare sempre più brava, certo ogni tanto sbagliavo, ma questa è una cosa più che normale.
C'era chi, guardandomi suonare rimaneva sorpreso e si faceva la fatidica domanda che tutti si fanno quando una persona con disabilità fa qualcosa che chiunque potrebbe fare anche con la vista: "ma come fai?" "Con le mani, con le oerecchie e con l'attenzione!" Rispondevo io.
Pian piano ho iniziato a diventare sempre più brava, ma devo dire che è anche stato merito dell'insegnante che ho avuto.
Perché credetemi, non è facile per una persona che non ha mai lavorato con chi è non vedente immedesimarsi ed insegnare. A volte c'è la paura di sbagliare, le 1000 domande che ci si fa: "sto facendo bene?" "Questo metodo sarà efficace?" "Riuscirò a farle capire il meccanismo?" E altre 1000 dubbi.
Qual'è l'arma per sconfiggere tutte queste preoccupazioni? Chiedere al diretto interessato/a, come si farebbe con una persona senza disabilità! Perché è solo attraverso il dialogo che si può comprendere se il lavoro che state compiendo funziona, se va migliorata la tecnica e moltissime altre cose.
Durante il periodo delle medie mi ricordo che io e la mia classe avevamo fatto solo un concerto, l'unico di tutti e 3 gli anni, perché dopo è sopraggiunto il Covid e quindi non ne abbiamo più fatti.
Però suonare insieme alla classe è stato davvero bello.

E OGGI SUONI ANCORA?

La risposa è no, ad oggi non suono più, non perché non mi piaccia, ma perché non ho molto tempo per farlo. Per quanto questa sia una passione rimasta ho deciso di dedicare il mio tempo fuori dallo studio ad attività sulla pagina Instagram e al blog.
Ma nulla e nessuno mi vieta di riprendere in futuro e sicuramente, se così fosse ci sarà un aggiornamento sia su Instagram che sul blog.
Grazie anche per questa volta per avermi seguita in questo articolo, spero che vi sia piaciuto e che questa esperienza possa avervi asciato qualcosa.
Noi come sempre ci vediamo al prossimo articolo. Mi raccomando se vi è piaciuto commentate e condividetelo.
Grazie ancora per l'attenzione!

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